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Edith Piaf, il passerotto triste che cantava per non morire

Edith Piaf, il passerotto triste che cantava per non morire

La ragazzina-passerotto era questo mucchietto di ossa e di carne che arrivava a malapena al metro e mezzo, due grandi occhi febbrili, la fronte bombata, le lunghe mani tenute nascoste dietro la schiena, una voce che si alzava cristallina e vigorosa e sembrava dovesse da un momento all’altro schiantare quel fisico più ridicolo che fragile, nato in tempo di guerra e poi malamente cresciuto in una Francia postbellica dove i «folli anni Venti» artistici e mondani erano anche i «tragici anni Venti» proletari e plebei, prostituzione e miserie, alcolismo e violenza.

July 26, 2007 Posted by | editoriale | Leave a Comment

   

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